3 PROBLEMATICHE PIÙ COMUNI NELLA CORSA E COME RISOLVERLE

Correre è un’attività fisica semplice e naturale, ma non per questo priva di insidie.

Che tu sia un principiante alle prime uscite oppure un maratoneta con migliaia di chilometri nelle gambe, può capitare di imbattersi in piccoli o grandi ostacoli che mettono alla prova costanza e motivazione

La corsa, infatti, sottopone il corpo a sforzi ripetuti e può portare alla comparsa di problematiche specifiche, spesso trascurate fino a che non diventano dolorose o invalidanti. 

Conoscere le difficoltà più comuni e sapere come affrontarle in modo efficace è fondamentale per continuare a correre in salute, prevenendo fastidi e infortuni. 

In questo articolo analizzeremo 3 delle principali problematiche che i corridori incontrano lungo il proprio percorso fornendo consigli pratici e strategie per superarle, ritrovando leggerezza e piacere nella corsa.

Il tendine d’Achille è una delle strutture più sollecitate durante la deambulazione e la corsa ed è per questo che spesso è vittima di complicazioni.

La tendinopatia achillea è una condizione molto frequente tra i corridori e non va sottovalutata. Il dolore in questa regione va analizzato e curato per evitare che degeneri diventando una condizione cronica.

La maggior parte delle volte emerge:

  • con l’aumento improvviso dei carichi di allenamento come avviene, ad esempio, nel primo periodo di preparazione (non solo nella corsa ma anche in altri sport come il calcio)
  • in seguito ad un riscaldamento non adeguato ed eccessivamente corto

Correlato a ciò, avviene quando il corpo si trova a fronteggiare situazioni nuove a cui non è pronto come il cambiamento del tipo di scarpa o la corsa su terreni difficili ed impegnativi.

  • Riduzione del carico di allenamento (favorendo attività come il nuoto)
  • Rinforzo del tendine d’Achille e del polpaccio
  • Stretching del polpaccio
  • Stop da attività che sovraccaricano questa struttura (in modo tale da permettere la rigenerazione delle microlesioni)

Non è semplice stabilire un tempo preciso ma è estremamente importante non ignorare il problema ed agire da subito. In questo caso i tempi per il ritorno all’attività si riducono drasticamente andando da qualche giorno a poco più di una settimana.

Anche qui la parola fondamentale è “progressione”. Il problema, infatti, è stato causato da una condizione che ha “colto di sorpresa” il corpo, sarebbe poco intelligente rifare la stessa cosa.

Torna molto d’aiuto l’allenamento in piscina o con la cyclette: non solo per il ritorno graduale ma anche per mantenere la muscolatura attiva durante la guarigione.

Fino a completa guarigione e non prima di un buon rinforzo dei muscoli e del tendine sono sconsigliati corsa in salita, velocità ed accelerazioni importanti.

È una condizione in cui si ha un dolore persistente a livello della rotula che può essere avvertito sia durante corse e salti che durante attività normali come camminare, salire le scale o sedersi.

Non a caso è caratterizzato da 3 stadi:

  • Stadio 1 –> dolore dopo l’attività
  • Stadio 2 –> dolore anche durante l’attività
  • Stadio 3 –> dolore persistente anche nella quotidianità

Non c’è un’unica causa, ma è un problema frequente nei corridori.

Spesso è conseguente ad un allenamento o ad una serie di allenamenti effettuati su superfici dure o in discesa

Inoltre, potrebbe essere anche causato da una postura scorretta (come un’eccessiva adduzione dell’anca o una ridotta flessione dorsale della caviglia) che porta il ginocchio a lavorare fuori asse.

  • Ridurre il carico di allenamento
  • Analisi e correzione della postura durante la corsa
  • Uso di ghiaccio o di un tutore per la riduzione del dolore
  • Rinforzo muscolare della regione della coscia e del bacino, con focus sul lavoro in eccentrico del quadricipite
  • Stretching agli arti inferiori (in particolar modo dei muscoli flessori del ginocchio)

Non c’è un tempo definito per ritornare a svolgere gli allenamenti, dipende dalla gravità del problema e dalla sua causa. 

È molto importante che l’atleta impari a riconoscere il proprio stato, usando il dolore come metodo di misura del recupero.

Sicuramente il ritorno all’attività deve essere graduale: si può iniziare con attività poco impattanti sulle articolazioni come il nuoto e la cyclette.

Il passo successivo consiste nella corsa a basso ritmo su superfici morbide.

Colpisce maggiormente atleti come maratoneti e podisti, calciatori e cestisti ed interessa la zona laterale del ginocchio.

Questo tipo di problema, quasi sempre, non è causato da complicazioni proprie dell’articolazione del ginocchio bensì dalla bandelletta ileotibiale.

Cos’è? È una fascia (molto simile ad un tendine) che si estende dall’anca alla parte esterna del ginocchio e che serve ad evitare i movimenti esterni di queste due articolazioni.

Il dolore è provocato dalla compressione delle strutture sottostanti, che può essere causato, a monte, da varie situazioni di natura biomeccanica:

  • Flessione della parte opposta del bacino
  • Passi stretti
  • Adduzione dell’anca (muscoli abduttori deboli come, ad esempio, il medio gluteo)
  • Rinforzo dei muscoli abduttori (per contrastare la tendenza dell’anca di addurre, scopri come farlo cliccando qua)
  • Stretching dinamico dei muscoli della coscia
  • Stretching dinamico della fascia lata
  • Rilasciamento della zona esterna della coscia con foam roller
  • Riduzione dei carichi 
  • Evitare camminate e corse in discesa

Anche qui non c’è un tempo definito ma dipende dal singolo atleta. È molto importante evitare di correre se c’è ancora dolore presente e, una volta guarito, aumentare progressivamente i carichi di lavoro.

Non bisogna dimenticarsi dell’importanza di una corretta attivazione prima di qualsiasi attività in modo da preparare muscoli ed articolazioni a ciò che dobbiamo fare.

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